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Rifugiati, la Giordania chiede aiuto ai donatori

per superare l'emergenza nei campi

Donne siriane rifugiate in coda per ricevere il kit di aiuti per l'inverno nel campo di Zaatari, Giordania

Donne siriane rifugiate in coda per ricevere il kit di aiuti per l'inverno nel campo di Zaatari, Giordania MOHAMMAD HANNON / THE ASSOCIATED PRESS

Le condizioni di vita nei campi profughi in Giordania sono divenute intollerabili con le ondate di nuovi arrivi dalla Siria in seguito ai bombardamenti da parte della Russia e agli attacchi dell’ISIS. Gli sforzi del governo giordano, della Croce Rossa e delle organizzazioni di soccorso locali non potranno più garantire la sopravvivenza delle migliaia di persone ammassate nelle tende, se non interverrà presto la comunità internazionale con consistenti aiuti. 

L’allarme, lanciato due giorni fa dal Re Abdullah in un’intervista alla BBC - la Giordania è prossima al "punto di ebollizione", il Paese è sotto "enorme pressione, presto o tardi la diga cederà. Per la prima volta non possiamo fare di più" – è stato confermato dalle testimonianze degli operatori umanitari, che hanno denunciato la morte di decine di rifugiati nelle ultime due settimane nel campo di Ruqban, al confine con l'Iraq, per il freddo, le ferite dovute alla guerra, la mancanza di igiene, la fame e le malattie come l’epatite. La maggior parte delle vittime tra i circa 18.000-19.000 rifugiati sono bambini, donne e anziani, riporta il sito Middle East Eye, che ha intervistato Zainab Zubaidi, responsabile della 'White Hands Society For Social Development,' una delle poche organizzazioni che intervengono nel campo. "I cani vivono una vita migliore. Ci sono medici, ma il numero non è sufficiente. Non ci sono ambulanze. Non ci sono farmaci. L’esercito giordano è impegnato nella gestione, ma non ci sono le strutture internazionali, ad eccezione della Croce Rossa e di alcune organizzazioni giordane come noi. Siamo gli unici a funzionare regolarmente”.

Anche AsiaNews ha riportato la dichiarazione di una fonte istituzionale giordana che attesta il rischio di un collasso del Paese sotto la pressione dei rifugiati siriani ospitati, stimati in 635 mila dall'ONU, ma superiori a un milione secondo il governo, compresi quelli arrivati prima della rivolta del 2011, su un totale di 4,6 milioni di siriani ufficialmente registrati come rifugiati dall’ONU.

A Londra è riunita la conferenza dei donatori con 70 leader mondiali, tra i quali la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Segretario di Stato USA John Kerry e il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, per stanziare gli aiuti per i rifugiati siriani. L'Onu ha chiesto ai donatori 7,7 miliardi di dollari, ma l'anno scorso ne ha ricevuti solo 2,9 miliardi, poco più del 40% del necessario.

4 febbraio 2016

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