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Prima condanna al regime dei Khmer rossi

35 anni al grande fratello Duch

A trent'anni dalla fine del regime prima storica condanna per Kaing Guek Eav, direttore del campo S-21 in cui vennero uccise oltre 12.000 persone. Tra il 1975 ed il 1978 la violentissima dittatura guidata da Pol Pot sterminò circa 1.800.000 cambogiani. Solo ora la Camera di consiglio straordinaria delle Corti della Cambogia sostenuta dall'Onu ha iniziato i processi. Ancora quattro i dirigenti dei Khmer rossi in attesa di giudizio: "il fratello numero 2" Nuon Chea, l'ex capo di stato Khieu Samphan, l'ex ministro degli esteri Ieng Sary e sua moglie Ieng Thirith.
Kaing Guek Eav, noto negli anni del regime col nome di grande fratello Duch, è stato condannato per i crimini di omicidio, tortura, stupro e crimini contro l'umanità. Alla prigionia nel campo S-21 sono sopravvissuti solo 20 detenuti: durante il processo i testimoni hanno raccontato le torture inflitte ai prigionieri nel celebre luogo di morte.



27 luglio 2010

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Kmer Rossi

i "Grandi Fratelli" del genocidio in Cambogia

Il Genocidio avviene tra il 1975 e il 1978.
La Cambogia è un Paese del Sud-Est Asiatico confinante con il Vietnam. Colonizzato dai Francesi, nel 1953 diventa uno Stato indipendente sotto la guida del principe Norodom Sihanouk, rovesciata nel 1970 da un colpo di Stato del generale Lol Non, appoggiato dagli Stati Uniti. Dopo una dura campagna contro i comunisti e i vietnamiti presenti nel Paese, nel 1975 il potere passa ai Kmer Rossi, un piccolo gruppo di estrazione leninista popolare soprattutto nelle zone rurali del nord, che proclama la Repubblica della Kampucea Democratica.

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