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Anniversario del genocidio ruandese

7 aprile 1994 - 2009

Memoriale del Genocidio di Nyanza (foto di Brettteachafrica2011)

Memoriale del Genocidio di Nyanza (foto di Brettteachafrica2011)

Dal 7 al 13 aprile il Ruanda commemora il 15° anniversario del genocidio in cui furono uccise più di un milione di persone.
Il presidente Paul Kagame ha aperto le celebrazioni a Nyanza, la collina sopra Kigali, in cui furono massacrati 5.000 tutsi. 
Vi ha partecipato l'ex comandante del contingente ONU in Ruanda durante il genocidio, Roméo Dallaire, figura controversa che ha ammesso le responsabilità delle Nazioni Unite, impotenti se non complici, di fronte ai massacri.
Alla sera veglia funebre nella capitale in ricordo delle vittime.
Di recente si sono riaccese le polemiche sulla Corte Internazionale di Arusha, in Tanzania, accusata da varie fonti di lentezza nella conduzione dei processi ai responsabili dei massacri, in particolare da Amnesty International di subire interferenze del governo ruandese a favore di membri del Ruandan Patriotic Front.
Anche in Tanzania e in Uganda, dove allora si rifugiarono i profughi perseguitati, si terranno cerimonie di commemorazione.
In Kenya un'agenzia multimediale ha pubblicato un documentario che racconta il genocidio del Ruanda attraverso la voce di un giornalista africano. Anche nel continente nero i blogger e gli attivisti iniziano a denunciare autonomamente in diretta attraverso internet crisi e conflitti della loro area.

7 aprile 2009

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Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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La storia

Eric Eugene Murangwa

sopravvissuto al genocidio ruandese, oggi utilizza il calcio come strumento per promuovere tolleranza, unità e riconciliazione tra i giovani