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Lo sterminio degli zingari

nei lager nazisti

Alla base dell'ideologia nazista c'è la farneticante concezione della superiorità della razza ariana. Per non contaminare la razza sono stati mandati a morte nei lager circa 6 milioni di ebrei, uccisi dagli stenti e dalle camere a gas. 

Ma gli ebrei non erano gli unici perseguitati dalla folle ideologia nazista. Robert Ritter, neurologo, nel 1936 avviò delle ricerche sugli zingari commissionate da Hitler e concluse che non erano "di razza pura" ma "pericolosi individui di sangue misto". Concluse la sua analisi con un suggerimento: era necessario, secondo lui, sterilizzare tutti i rom. 
Nello stesso anno alcuni rom vennero deportati a Dachau, in seguito venne creata una sezione dedicata a loro nel campo di sterminio di Buchenwald.
Nel 1939 il gerarca Himmler scrive alla polizia una lettera in cui si legge: "Gli zingari arrestati dovranno essere sistemati in campi di raccolta speciali fino al momento della loro definitiva evacuazione". I campi di raccolta sono i lager.


Nel 1940 più di 2 mila zingari vennero trasferiti nel Ghetto di Varsavia, dove vennero trucidati. Ad Auschwitz i rom avevano una sezione dedicata a loro, in cui cercavano di sopravvivere, abbandonati a se stessi. Inoltre gli zingari erano sottoposti a terribili esperimenti: alcuni furono costretti ad ingerire acqua salata fino a morire, ad altri sono stati iniettati virus e germi per osservare il decorso delle infezioni. Le donne più giovani venivano sterilizzate, i corpi di quelle più anziane utilizzati per scaldare  coloro che erano stati sottoposti a esperimenti di congelamento.


Non è facile stimare quanti rom siano morti a causa delle persecuzioni naziste, di sicuro più di 50 mila persone vennero uccise nei lager. I rom definiscono questo sterminio "Porrajmos", che significa "devastazione", "grande divoramento".


15 dicembre 2011

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