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Nasce ad Halabja il primo Giardino dei Giusti in Iraq

la cerimonia di inaugurazione

Gariwo ha inaugurato ad Halabja il primo Giardino dei Giusti in Iraq, insieme alla ong locale NWE (che da anni si batte per i diritti delle donne e che assiste i rifugiati e promuove campagne di sensibilizzazione sull’ambiente) e all'associazione milanese di volontariato Dare.ngo

L’inaugurazione si è tenuta nei pressi del Governatorato martedì 18 ottobre 2022. Il giorno successivo, l’Università di Halabja ha ospitato un convegno sul rapporto tra ambiente e prevenzione dei genocidi. A rappresentare la Fondazione Gariwo è intervenuto Gabriele Nissim, presidente di Gariwo e Joshua Evangelista, responsabile dell’ufficio stampa. 

I primi Giusti onorati sono Gino Bartali, Irena Sendler, Denis Mukwege, Raphael Lemkin, Moshe Bejski, Hammo Shero, Wangari Muta Maathai e Alganesh FessahaI Giusti sono stati scelti dalla Fondazione Gariwo insieme a una delegazione scientifica dell’Università e a NWE. La scelta è ricaduta su figure importanti a livello mondiale per la prevenzione dei genocidi, il salvataggio dei migranti e la difesa dell’ambiente; donne e uomini le cui storie possano in qualche modo tracciare la strada per la ricerca di figure locali che salvarono vite umane durante il genocidio del 1988. È a loro, infatti, che è dedicato il Giardino di Halabja. I drammi del passato si intersecano alle crisi contemporanee: Halabja ospita circa seimila rifugiati provenienti dalle aree yazide dello Sinjar, da altre parti dell’Iraq e della Siria. Inoltre, a pochi chilometri dalla città, la protesta dei curdi iraniani che chiedono diritti e miglioramento delle proprie condizioni viene repressa nel sangue.

Il Giardino è, inoltre, al centro di Green Halabja, un progetto internazionale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici nella regione. Il Giardino è sorto in un’area dismessa di circa 7000 mq adiacente alla sede del Governatorato di Halabja. Da più di un anno gli attivisti locali, grazie al sostegno della Fondazione Gariwo, hanno bonificato l’area e piantumato alberi. Oltre che a dare un senso globale della prevenzione dei genocidi, che unisca le cause di tutti i popoli che subiscono ingiustizie e massacri, il Giardino nasce con l’obiettivo di diventare il polmone verde della città, in una regione in cui mancano gli spazi verdi e i cui abitanti patiscono un forte inquinamento atmosferico e una duratura siccità. Un ruolo importante nello sviluppo del Giardino lo ha avuto anche Dare.ngo, un’associazione milanese di cooperazione internazionale che da anni organizza attività umanitarie nel Kurdistan iracheno.

18 ottobre 2022

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