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Giovanni Palatucci resta Giusto

pronunciamento di Yad Vashem

Le polemiche seguite alla pubblicazione nel 2013, sul New York Times, di alcune dichiarazioni del Centro Primo Levi che mettevano in discussione i salvataggi compiuti dal Questore di Fiume sembrano placarsi. Infatti il Memoriale ebraico della Shoah ha riesaminato le prove sul comportamento del poliziotto italiano e ha concluso che Palatucci, con suo zio monsignor Giuseppe Maria, vescovo di Campagna, salvò veramente gli ebrei. 
"Non sussiste alcuna novità", infatti, "che giustifichi una revisione del riconoscimento di Giusto fra le nazioni conferito a Giovanni Palatucci", ha comunicato il prof. David Cassuto della Commissione dei Giusti di Yad Vashem allo scrittore e storico della Shoah Roberto Malini. Il quale ha dichiarato: "Le prove sono numerose e inoppugnabili. Il revisionismo sulle figure dei Giusti è un fenomeno grave e incomprensibile, che nega il valore delle testimonianze e spalanca le porte al negazionismo. 
Chi è al corrente dei protocolli che Yad Vashem segue, prima di riconoscere un Giusto fra le nazioni, sa bene quanto essi siano scrupolosi e quali evidenze siano necessarie prima che si giunga alla decisione da parte della Commissione".

Il caso Palatucci era rimbalzato sulle pagine dei giornali quasi come caso di "furberia italica": il Questore non avrebbe salvato il numero di ebrei che era stato dichiarato, sarebbe stato in realtà ligio agli ordini superiori, avrebbe perfino salvato una signora ebrea per un oscuro interessamento amoroso (ma non si sarebbe messo in salvo lui, osserva Angelo Picariello su Avvenire). In realtà, a riflettori spenti, il suo comportamento giusto è ora fuori discussione

18 febbraio 2014

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