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Politkovskaya, alla sbarra in cinque

per due richiesto l'ergastolo

Una corte moscovita ha condannato cinque uomini per l'omicidio di Anna Politkovskaya, la reporter russa uccisa nel 2006 nell'androne di casa sua per aver documentato gli orrori della guerra in Cecenia.  Si tratta di un gruppo di "fratelli ceceni", uno dei quali, Rustam Makhmudov, secondo i giudici avrebbe materialmente premuto il grilletto. Per lui e un altro complice l'accusa ha chiesto l'ergastolo. Altri tre erano già stati processati nel 2009, ma erano stati assolti. 
I reportage della Politkovskaya, onorata a Milano con un albero nel Giardino dei Giusti, avevano acquisito fama e visibilità internazionale, per la lucidità della denuncia degli abusi commessi dai russi in Cecenia. I suoi pezzi, molto critici nei confronti del Presidente Putin, fecero infuriare le autorità, I mandanti dell'omicidio sono rimasti ignoti. 

Il 5 giugno 2014 verrà inaugurato il Giardino dei Giusti di Varsavia. In questa data storica per la storia dei Giusti e di Gariwo sarà piantato un albero per Anna Politkovskaya anche nella capitale polacca, accanto agli alberi di figure esemplari come Tadeusz Mazowiecki e Marek Edelman. 

21 maggio 2014

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Giardino Anna Politkovskaja

Milano, corso Como / via Don Luigi Sturzo

Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Multimedia

Yusra Mardini

giovane nuotatrice siriana che si batte per i diritti dei rifugiati

La storia

Maria Elena Moyano

la pasionaria della lotta contro la povertà