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Remare da Marsiglia a Beirut per la pace e la solidarietà

di Pietro Kuciukian

Ara Khatchadourian, armeno libanese trasferitosi a Marsiglia, figlio di sopravvissuti al genocidio del 1915 (i nonni erano fuggiti da Kars, in Turchia), ambasciatore di pace e testimone della memoria, figura esemplare che interpreta e vive lo sport come impegno e strumento privilegiato per realizzare il dialogo tra i popoli del mondo, ha scelto una nuova sfida che lo conferma “sportivo dell’estremo”: navigare con una barca a remi da lui progettata, da Marsiglia, attraverso il Mediterraneo, fino a Beirut

L’obiettivo di questa nuova impresa è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione disastrosa in cui si trova la sua città natale e il distretto armeno libanese di Bourjhammoud, particolarmente colpito dalla deflagrazione avvenuta tempo fa nel porto di Beirut. Il 27 maggio con una cerimonia ufficiale ha preso il via la grande “Sfida” nel Mediterraneo: “Rowing for Peace - Remare per la pace”. Rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, e un popolo di appassionati ed estimatori hanno accompagnato il momento in cui Ara ha iniziato la sua avventura staccandosi dal porto di Marsiglia. Con la forza delle braccia verso Monaco, la Corsica, l’Italia, la Grecia, la Turchia, Cipro e infine Beirut. Il popolo libanese lo aspetta tra circa 130 giorni di navigazione e trae energia da un gesto che esprime fino in fondo i valori della solidarietà, dell’attenzione ai più deboli, e della pace.

Ara era venuto al Giardino dei Giusti di Milano, nel 2019, a pochi mesi dall’inaugurazione del Giardino dei Giusti in Libano del 29 giugno nel villaggio di Kfarnabrakh, invitato da Gariwo a seguito della sua impresa eccezionale di maratoneta: aveva percorso a piedi per mesi il tragitto di 4500 chilometri da Marsiglia a Yerevan, attraverso la Turchia, portando la bandiera della pace. Ha guidato sulla Montagnetta un gruppo di appassionati di trekking, e negli spazi rinnovati del giardino del Giusti ai piedi di Monte Stella, ha raccontato la sua vicenda famigliare e le sue imprese sportive. 

Oltre che maratoneta è scalatore di vette, dall’Ararat, la montagna simbolo dell’Armenia oggi in Turchia, alle più alte vette nei diversi continenti, fino all’Everest, per fare memoria di tutti i genocidi e di tutte le vittime delle guerre e per lanciare il messaggio che “si deve cambiare”. Il messaggio che Ara porta nelle scuole e nella società civile, è frutto della sua scelta di vita: essere un faro nello sport per i giovani sportivi e atleti di oggi e di domani, mostrando come la disciplina e l’impegno in tutti i campi possano indirizzarsi al bene comune, combattere l’intolleranza, l’odio, la violenza in tutte le sue forme. Nessuno può sottrarsi alla responsabilità di migliorare i rapporti tra gli esseri umani.

Pietro Kuciukian, Console onorario d'Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo

29 giugno 2023

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