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Timbuktu

di Abderrahmane Sissako, 2014



Un sguardo analitico, magico, romantico e struggente sul Mali dominato dalla polizia islamica che, attraverso divieti e privazioni, mira a controllare il Paese. Il regista mauritano parte dalla storia vera di due ragazzi, lapidati nel nord del Mali perché coinvolti in una relazione non coniugale, per costruire una narrazione chiara, lucida e precisa sull’integralismo religioso, sull’oppressione di un popolo lontano dall’interesse della comunità internazionale spesso distratta e superficiale

30 marzo 2021

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