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​Come combattere il terrorismo e il fondamentalismo

di Hafez Haidar

Il fondamentalismo nasce dall’odio, dal fanatismo, dall’ira, dall’ignoranza, dagli interessi economici. Genera frutti che germogliano e si ramificano in società degradate, oppresse, arretrate, prive di diritti sociali e civili, chiuse alle novità, alla modernità, alla democrazia e al progresso.

Il fondamentalismo prende la sua linfa da società radicate su regimi dittatoriali, dispotici, dove vige la legge della sferza, del taglione, dell’ingiustizia e del dio denaro. Il denaro sporco in Oriente è frutto della corruzione dei potenti ed è macchiato del sangue degli innocenti, dei deboli e dei sottomessi.

Il fondamentalismo nei Paesi arabi è cieco e violento, rappresenta il morbo della società moderna, il volto oscuro dell’Islam. Le cause che hanno dato origine al fondamentalismo vanno ricercate nelle condizioni sociali, economiche e politiche della comunità araba.

Se osserviamo la situazione esistente nel mondo musulmano, ci accorgiamo che esiste da tempo tra i giovani un diffuso sentimento di malcontento, acuito dalle conseguenze di una gravissima crisi economica mondiale.
La società araba è formata da giovani, in gran parte laureati, alla disperata ricerca di lavoro e alloggi. Quale futuro e quali prospettive li attendono dopo tanti anni di studio e di sacrifici da parte dei loro familiari? Potremmo rispondere con le parole del premio Nobel per la Letteratura, Nagib Mahfuz: “È naturale che l’uomo, nei momenti di crisi economica e sociale, ritorni alle sue vecchie radici cercando un rifugio, ricordando una verità assoluta (la religione) che non può crollare con il passare del tempo come le altre ideologie laiche, oggi decadute. Ritornare alle proprie radici religiose costituisce un progresso, ma il lato malato di questo fenomeno consiste in un ritorno alla violenza che genera il terrorismo. Dobbiamo ricordare che questo fenomeno rappresenta una reazione al degrado della situazione politica, economica e sociale. Quanto più aumenta il degrado, tanto più aumenta la reazione violenta.”

Alcuni imam, approfittando della situazione nella quale navigano i giovani disperati, seminano nelle loro ingenue menti sentimenti di odio e vendetta contro i responsabili dei loro Paesi che hanno ceduto alle lusinghe dell’Occidente e si sono arricchiti a scapito del popolo. Questi pseudoreligiosi, nei luoghi di preghiera, trasmettono la convinzione che il popolo sia destinato a marcire nel fango e nella disperazione. Insegnano che è possibile ottenere la salvezza e la liberazione solo combattendo contro i tiranni e contro coloro che aiutano economicamente e militarmente questi ultimi. I giovani musulmani vengono incitati a salvare l’Islam dalla tirannia degli occidentali che, dopo la prima guerra mondiale, hanno colonizzato i Paesi arabi, recando danni e devastazioni al Medio Oriente. Alcuni mufti sottolineano che le compagnie europee ed occidentali si sono appropriate delle risorse naturali, dei porti, nonché delle banche, garantendo in cambio ai figli dei ricchi l’istruzione in Occidente. Creando così dei feudatari che governassero per loro i paesi sottomessi alle loro egemonie espansionistiche.

Si diffonde così con veemenza l’idea che sia necessario indire crociate che colpiscano gli Americani e gli Europei, e li allontanino dall’Oriente con la violenza. Coloro che uccidono i colonizzatori meritano il paradiso promesso da Dio nel Corano e, nell’Adilà, avranno diritto a diverse spose, castelli tempestati di diamanti, servi ed animali volanti, fiumi di latte e di miele. Alcuni Imam fanno il lavaggio del cervello ai giovani, inducendoli a trasformarsi in bombe umane, pronte ad esplodersi ed uccidere innocenti senza alcuna pietà nei mercati e nelle metropolitane, gridando: “Allah Wa Akbar, Allah Wa Akbar. Dio è Grande, Dio è Grande”.

Partendo da queste premesse, ci chiediamo ora cosa bisogna fare per sconfiggere il terrorismo.

A livello mondiale, occorre adottare le seguenti strategie:

- Chiudere le fabbriche di armamenti destinate ai terroristi.
- Catturare e punire severamente i trafficanti di armi e boicottare l’economia degli Stati che forniscono armi e denaro illecito ai terroristi.
- Spingere gli intellettuali a pianificare un piano culturale che privilegi l’istruzione delle donne e dei giovani sia dal punto di vista professionale che da quello tradizionale.
- Cancellare l’analfabetismo e insegnare le lingue straniere.
- Adottare nuove politiche di sviluppo economico, migliorare i rapporti commerciali e culturali tra Oriente ed Occidente.
- Combattere la disoccupazione e creare nuove scuole, università moderne, ospedali e mezzi di trasporto pubblico.
- Dialogare con l’Islam moderato ed incitare i musulmani a prendere delle posizioni decise nei confronti dei terroristi, che consistono in:
- Punire ogni individuo che offra vitto e alloggio o qualsiasi tipo di protezione ad un fanatico estremista.
- Denunciare alle autorità di sicurezza i nomi delle vecchie o nuove reclute dei terroristi.
- Dichiarare pubblicamente a livello nazionale e mondiale di non approvare qualsiasi forma di terrorismo religioso o di stato.
- Collaborare con i Paesi stranieri per garantire la sicurezza negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni ferroviarie.
- Non ospitare persone segnalate come terroristi o sospetti terroristi dall’Interpol, dall’FBI o dalle ambasciate.
- Aiutare i figli degli immigrati ad integrarsi nella società e ad assimilare la cultura del Paese ospitante, mediante una politica di accoglienza non discriminatoria.
- Controllare costantemente i siti web e i social network per individuare i figli degli immigrati stabilitisi in Europa ed Oltreoceano, che sono diventati preda del terrorismo.
- Indire convegni permanenti tra i rappresentanti delle tre religioni monoteistiche per combattere il terrorismo a livello nazionale ed internazionale.
- Affidare agli uomini religiosi il compito di insegnare correttamente i principi religiosi, senza fini politici ed economici.

Ancora una volta cito le parole del grande Nagib Mahfuz: ”Nessuna religione utilizza la violenza e il terrorismo come strumenti per diffondere i suoi dettami. Non esiste una religione che colpisca con un coltello i suoi seguaci per obbligarli ad abbracciarla. E l’Islam occupa il primo posto in questo senso: Dio ha detto che non esiste alcuna costrizione nella fede; chi vuole credere crede e chi non vuole può ripudiare la propria fede.”

Spetta ora più che mai ai capi arabi reagire con foga e determinazione contro queste orde barbariche di assassini assetati di fama, che non esitano a versare sangue innocente.
Infine, non bisogna cadere nel piano diabolico orchestrato dai fondamentalisti, che mira a creare paura, odio, razzismo e fanatismo religioso tra Oriente e Occidente e che tende a minare le basi della civiltà e della democrazia, oltre che i principi di convivenza tra i popoli.

Tocca al mondo intero e ai musulmani moderati reagire in maniera decisa contro i terroristi, per mettere fine a una pagina nera della storia dell’umanità, senza se e senza ma.

Hafez Haidar, accademico emerito e scrittore

Analisi di Hafez Haidar, accademico emerito e scrittore

14 febbraio 2017

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