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Il Cardinal Fernando Filoni

il volto di una chiesa interculturale

Cardinal Fernando Filoni

Cardinal Fernando Filoni

Sono certo che sarai per le comunità cristiane sparse in quelle terre un messaggero di pace e di speranza.
(Papa Giovanni Paolo II, il 19 marzo 2001, in occasione della sua consacrazione episcopale)

Ho avuto l’onore di conoscere la figura e le opere del Cardinal Fernando Filoni il 25 settembre 2015, durante gli incontri con gli studenti, gli intellettuali, il Sindaco, l’Assessore alla Cultura e i rappresentanti dell’Associazione VerbumlandiArt a Galatone, la città in cui è stato ordinato sacerdote e alla quale è rimasto molto legato.

Il Cardinal Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Presidente della Commissione Interdicasteriale per i Religiosi Consacrati, Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana, è il volto di una chiesa universale aperta al dialogo interculturale e interreligioso, radicata sulla pace e sull’amore per Cristo.

Il Cardinale è un infaticabile missionario di pace, che ha sfidato la morte in Iraq pur di salvare i cristiani dallo sterminio durante la prima guerra del Golfo (2 agosto 1990- 28 febbraio 1991) e la seconda guerra del Golfo (20 marzo 2003- 15 dicembre 2011), che hanno causato morte e devastazione in un Paese multireligioso. Durante i massicci bombardamenti, in veste di nunzio apostolico, ha aperto i luoghi di culto pur di dare vitto e alloggio ai cristiani e ai musulmani, senza operare alcuna distinzione tra gli appartenenti alle diverse fedi. In relazione a quel periodo, il Cardinale ha dichiarato al Fatto Quotidiano : “Avevamo messo a disposizione tutte le chiese, che la sera erano aperte, come anche il seminario, e la gente veniva con i materassini a trascorrervi la notte per paura dei bombardamenti.”

In seguito, durante la sua permanenza in Iraq, incurante della propria vita, ha affrontato numerosi rischi pur di testimoniare la vicinanza della Chiesa romana alle popolazioni martoriate. Ripensando a quegli anni, ha riportato alla luce con dolore la drammatica storia di due ragazze cristiane che erano state rapite da scellerati appartenenti dell’Isis: ”Mi è stata raccontata una storia che mi ha davvero impressionato: due ragazze rapite erano state mandate a lavarsi per poi essere oggetto delle attenzioni di questi terroristi. Le due ragazze però hanno preferito suicidarsi anziché ritornare dai loro carnefici. Queste sono le cose che ho ascoltato con le mie orecchie con grande patema d’animo.”

Questa storia rispecchia la malvagità dei fondamentalisti e il loro sconfinato odio verso l’intera umanità. La donna per loro non è altro che una preda da gettare nel fango, un oggetto da vendere o da scambiare tra i guerrieri del famigerato Stato Islamico. L’Isis non ha risparmiato nemmeno i bambini, alcuni sono stati addestrati per uccidere dinnanzi alle telecamere e altri vengono violentati e uccisi. Neppure gli anziani godono di una sorte migliore, in un contesto drammatico e ingiusto dove la morte è all’ordine del giorno. Il Cardinal Filoni, a tale proposito, ha dichiarato: “Vorrei che tutti quelli che fanno dei commenti, quelli che vorrebbero saperne di più, vengano a guardare le facce di queste donne e di questi bambini distrutti, sguardi persi nel vuoto, senza i loro mariti, senza le loro figlie, senza le loro madri. Poi probabilmente più che parlare si farebbe meglio a stare zitti.”

Hafez Haidar, Accademico emerito e scrittore

Hafez Haidar, Accademico emerito e scrittore

7 gennaio 2016

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Echi del Mediterraneo

Da millenni luogo di incontro tra genti, culture e religioni, il Mediterraneo è anche teatro di eventi drammatici. Conflitti e terrorismo minacciano la convivenza pacifica tra i popoli. Ma non sono solo echi di guerra quelli che attraversano questo mare. Lo scrittore e poeta Hafez Haidar ci racconta le storie delle donne e degli uomini di ieri e di oggi che si sono fatti portatori di un messaggio di tolleranza, pace, solidarietà.

Di origine libanese, ma di cittadinanza italiana, Hafez Haidar ha scelto di abbandonare la carriera diplomatica e dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura per costruire un ponte di dialogo tra l’Italia e il Medio Oriente. Con le più importanti case editrici italiane ha pubblicato vari libri di saggistica e narrativa ed è stato insignito di numerosi premi letterari e riconoscimenti per il suo impegno in favore della cultura della pace. Ha curato e tradotto per le edizioni Piemme le principali opere del poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran.

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Scrittrice, docente di sociologia all’Università Mohammed V di Rabat, Marocco