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Denis Mukwege 1955

Un medico contro gli stupri in Congo

Denis Mukwege - medico congolese specializzato in ginecologia e ostetricia nato a Bukavu il 1º marzo 1955 - da anni dedica la sua vita all’assistenza delle donne in Congo. Con questo scopo ha creato una struttura, il Panzi Hospital di Bukavu, per curare e soccorrere le vittime dello “stupro come arma di guerra”, nonostante le minacce subite dai gruppi armati del Paese.

Figlio di un pastore pentecostale, Denis decide di diventare un medico quando, accompagnando il padre durante le visite ai malati della comunità, si accorge che le pazienti dell’ospedale ottengono cure insufficienti e spesso muoiono dopo il parto.

Durante la guerra in Congo, nel 1998, Mukwege inizia la costruzione dell'ospedale per le donne vittime di violenza. In quello che è stato un conflitto figlio del genocidio in Rwanda, le donne sono quotidianamente oggetto di stupri da parte dei guerriglieri. Questo terribile atto viene usato come arma di terrore per troncare i legami delle comunità, ma anche come strumento di sterminio, quando volto a rendere sterili le vittime.

Mukwege - che oggi è il maggiore esperto mondiale della ricostruzione interna dell’apparato genitale femminile dopo uno stupro - e il suo team operano più di 20mila donne, lavorando anche 18 ore e compiendo fino a 10 interventi al giorno. Il coraggio di questo straordinario chirurgo permette alle vittime di iniziare una nuova vita. Accanto all’ospedale creato da Denis, infatti, negli anni viene costruita una struttura sicura dove le pazienti - e i loro figli - trovano rifugio. Le donne imparano il cucito, la tessitura e altri lavori, per diventare autosufficienti e ricominciare a vivere.

Nel 2012 il chirurgo tiene un importante discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per sensibilizzare sul problema delle violenze come arma di guerra e condannare l’impunità dei colpevoli di stupri di massa in Congo. Pochi mesi dopo, quattro uomini armati attaccano la sua casa, tenendo in ostaggio le sue figlie. Durante la sparatoria verificatasi al suo ritorno dall’ospedale, Mukwege riesce a salvarsi buttandosi a terra, ma dopo questo tentato omicidio lascia il Paese per recarsi in esilio in Europa.

Nel gennaio 2013, consapevole dell’importanza della sua presenza al Panzi Hospital, Denis decide di tornare in Congo, nonostante le continue minacce rivolte a lui e al suo team. La popolazione gli riservano un’accoglienza speciale, accompagnandolo dall’aeroporto a Bukavu. Le sue pazienti, inoltre, raccolgono i soldi per pagargli simbolicamente il biglietto di ritorno vendendo ananas e cipolle.

Per il suo impegno e il suo coraggio, Denis Mukwege ottiene diversi riconoscimenti, tra cui il Premio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2008 e il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 2014, assegnato ogni anno dal Parlamento europeo a individui o associazioni che si sono distinti nella difesa dei diritti dell’uomo. Viene inoltre più volte candidato per il Premio Nobel per la Pace.

Lo stupro e la riduzione in schiavitù sessuale sono oggi considerati crimini contro l’umanità.

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