Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Anna Sabatova 1951

difesa dei diritti dell'uomo

Nasce a Brno. Il padre, Jaroslav Sabatov, è un leader dell’opposizione di sinistra e portavoce di Charta ’77 nel 1978. Dopo la maturità nel 1969, inizia a studiare Filosofia all’Università di Brno. Prima delle elezioni del 1971 è arrestata con il padre e i fratelli dopo aver distribuito volantini contro i metodi del Governo per costringere i cittadini a votare in cui si afferma che il voto è un diritto e non un obbligo. Condannata a tre anni di carcere per “attività sovversiva”, è rilasciata con la condizionale nel dicembre 1973. 

L’anno successivo sposa il giornalista Petr Uhl, cofondatore di Charta ’77 e del VONS, poi si trasferisce a Praga. Dal 1977 al 1979 collabora con i partiti di sinistra di Berlino Ovest, fa circolare numerosi testi del samizdat cecoslovacco in Occidente e introduce in Patria opere straniere. Firma la Dichiarazione di Charta ’77 e partecipa attivamente al movimento. 

Nel 1978 è fra i fondatori del Comitato di Difesa dei Perseguitati Ingiustamente (VONS). Dopo l’arresto del marito e fino alla sua scarcerazione, dal 1979 al 1984, si impegna a pubblicare il bollettino fondato da lui, “Informazione su Charta ‘77”. Il suo appartamento è un luogo d’incontro privilegiato per i dissidenti e viene ripetutamente perquisito dai servizi di sicurezza. Grazie all’attività in Charta ’77 e nel VONS Anna Sabatova diventa ben presto una delle figure più apprezzate del movimento cecoslovacco in difesa dei diritti dell’uomo; partecipa spesso ai processi contro i dissidenti e per questo è fermata e interrogata più volte. Nel 1984, dopo quasi dieci anni di congedo per maternità, inizia a lavorare, prima come fuochista in un albergo e poi come lavapiatti. Dal 1986 al 1987 diventa portavoce di Charta ’77 insieme a Martin Paolus e Jan Stern. 

Nel 1987 è fra i fondatori di Solidarnosc Polacco-Cecoslovacca e un anno dopo assume la funzione di portavoce insieme a Jan Carnogursky e Petr Pospichal. Nel 1988 fonda con Pospichal, Uhl e Jan Urban l’Agenzia di Informazione dell’Europa Orientale volta a creare legami tra le organizzazioni dell’opposizione in Europa Centro Orientale e a fornire informazioni ai media esteri. Nel novembre 1989 è responsabile dell’ufficio stampa della Rivoluzione di Velluto. 

Nel 1990 riprende gli studi all’Università Carlo di Praga e nel 1996 si laurea in Filologia céca. Dal 1990 al 2002 è consulente del Ministro del Lavoro, e si occupa attivamente dei problemi sociali. Nel 1988 per l’attività in difesa dei diritti umani riceve il premio dell’ONU istituito in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite. Dal 2001 al 2006 è stata Portavoce dei Diritti del Cittadino della Repubblica Céca.

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




I dissidenti del totalitarismo

nei regimi comunisti dell'Europa centrale

Il cosiddetto “dissenso” nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una “polis parallela” basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale. Gli esponenti di Charta ’77 e di Solidarnosc, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che il “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki. Da qui è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.