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Dusko Kondor 1947 - 2007

ucciso per aver testimoniato i crimini serbi

Cippo dedicato a Dusko Kondor, Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano

Cippo dedicato a Dusko Kondor, Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano

Duško Kondor nasce a Bijeljina subito dopo la guerra e cresce nella federazione jugoslava sotto il regime di Tito. Professore di filosofia, sociologia e scienze politiche alla scuola superiore "Mihajlo Pupin" di Bijeljina, è chiamato a deporre al Tribunale contro i crimini di guerra perpetrati dai nazionalisti serbi come testimone oculare delle atrocità scatenatesi nel corso del conflitto del 1993, quando aveva assistito dalla finestra di casa all'eccidio di 26 musulmani, tra cui diversi bambini. Le sue testimonianze gli procurano numerose minacce di morte, e benché si rivolga più volte alla polizia locale, non riceve alcuna protezione. Il 22 febbraio 2007 viene ucciso da una raffica sparata contro i vetri del suo appartamento. Solo per miracolo si salvano la moglie e due figlie.

Il 24 febbraio, dopo il funerale, i suoi studenti manifestano pacificamente la propria indignazione per questo brutale assassinio, confermando la ferma volontà di proseguire sulla strada da lui tracciata e onorare i suoi insegnamenti, per opporsi all'ingiustizia e difendere sempre la verità. Un messaggio di protesta viene indirizzato al Ministero della Giustizia e degli Interni e al Presidente della Repubblica Srpska, per la mancata protezione a Kondor dopo le minacce di morte.

Dal 5 maggio 2009 a Dusko Kondor sono dedicati un albero e un cippo nel Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano.

Amnesty International e le altre organizzazioni internazionali presenti in Bosnia-Erzegovina hanno fermamente condannato il brutale assassinio e chiesto alle autorità un'inchiesta immediata e imparziale per individuare e arrestare i responsabili.

La moglie e le figlie hanno lasciato la Bosnia per motivi di sicurezza, ottenendo asilo politico in Svizzera.

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Figure esemplari

contro la pulizia etnica nella ex-Jugoslavia

Personaggi che si sono opposti alla pratica della pulizia etnica nella ex-Jugoslavia durante la guerra scoppiata per la spartizione del territorio, dopo la dissoluzione del regime comunista seguita alla morte del generale Tito.
Nel 1992 la Slovenia e la Croazia diventano autonome, scoppia la guerra in Bosnia e Sarajevo viene messa sotto assedio. Inizia "la pulizia etnica" con il ricorso ai massacri sistematici, l'espulsione dei civili, gli stupri di massa.
La Commissione di esperti ONU, che ha studiato le possibilità di composizione dei conflitti nell’area balcanica, ha definito la pulizia etnica “il tentativo di rendere una data area etnicamente omogenea usando la forza o l’intimidazione per allontanare da essa persone di un altro gruppo etnico o religioso”.