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Svetlana Gannushkina (1942)

attivista per i diritti di migranti e rifugiati in Russia, fondatrice del Centro per i diritti umani dell’associazione Memorial

Svetlana Gannushkina è nata a Mosca nel 1942 ed è una delle più importanti attiviste per i diritti umani in Russia.

Ha lavorato dal 1970 al 2000 prima come insegnante di matematica e poi come professore associato presso il Dipartimento di Matematica dell'Università statale umanitaria russa.

Già durante la sua carriera accademica, ha affrontato tematiche legate ai diritti umani, come casi di discriminazione e antisemitismo all'interno della sua università.

Ha iniziato il suo lavoro per i diritti umani, in particolare sulla questione di rifugiati e migranti, facendo parte dell’International Working Group che indagava sul conflitto di confine tra Armenia e Azerbaigian - scoppiato subito dopo il crollo dell'Unione Sovietica -, organizzando il sostegno ai rifugiati durante il conflitto intorno al Nagorno Karabakh. Il suo lavoro di mediazione all'interno dell'IWG ha assicurato inoltre il rilascio di oltre una dozzina di prigionieri di guerra e ostaggi.

Spinta dalla volontà di attivarsi di fronte alle sofferenze a cui aveva assistito, Gannushkina ha fondato nel 1990 il Comitato di assistenza civica (CAC), di cui è stata co-presidente dal 1990 al 1999 e presidente dal 1999 ad oggi, la realtà che più di tutte in Russia lavora per aiutare rifugiati e migranti.

Negli anni successivi, l'Ong ha condotto una campagna per la protezione dei diritti umani e l'integrazione degli sfollati interni, dei migranti e dei rifugiati nella società russa. Il CAC ha esercitato pressioni sulle autorità per migliorare la legge sulla cittadinanza, i diritti dei rifugiati e le leggi volte ad alleviare la difficile situazione delle persone sfollate dalle aree di conflitto nell'ex Unione Sovietica. L’Ong ha inoltre protetto molti rifugiati dall'essere estradati o deportati in Paesi (Cecenia, Inguscezia all'interno della Federazione Russa, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan) in cui sarebbero stati a rischio di tortura o uccisione. I servizi forniti includono assistenza legale gratuita, consulenza medica e supporto ai migranti nei rapporti con le autorità. Ogni anno, oltre tremila persone visitano la sala di accoglienza pubblica del CAC a Mosca chiedendo aiuto.

Svetlana Gannushkina è stata anche una dei membri fondatori, nel 1993, del Centro per i diritti umani dell’associazione Memorial, di cui fa parte e all’interno della quale ha anche creato, nel ’96, il Migration Rights Network per fornire assistenza legale ai rifugiati (Il Centro per i diritti umani insieme all’intera associazione Memorial Internazionale è stato liquidato in Russia in data 28/02/22, ndr).
Con entrambe le organizzazioni, il CAC e Memorial, l’attivista si è spesa per proteggere i diritti dei ceceni durante il primo (1994 – 1996) e il secondo (1999-2007) conflitto armato in Cecenia.

Svetlana Gannushkina è conosciuta anche per la sua promozione dell'istruzione come strumento efficace per l'integrazione dei rifugiati nella società russa, ha infatti fondato a Mosca il Centro per l'Educazione e l’Adattamento, che offre corsi di lingua russa e assistenza educativa generale a bambini e adulti rifugiati. Il CAC ha inoltre portato la questione dell’accesso alla scuola dei bambini non registrati in territorio russo fino alla Corte Suprema russa, che nel 2014 ha stabilito che tutti i bambini devono andare a scuola (sebbene questa decisione sia stata parzialmente revocata nel 2015).
Nell'aprile 2015, il CAC è stato designato "agente straniero" dal Ministero della Giustizia russo ai sensi della legge sugli agenti stranieri del 2012. Nonostante tutte le ripercussioni negative di questa etichetta, il centro rimane fermo nel continuare il suo lavoro di assistenza a rifugiati e migranti.

Gannushkina è stata membro del Consiglio presidenziale russo per i diritti umani dal 2002 al 2012. Durante questo periodo, ha convinto il presidente Putin a creare una commissione che ha portato a emendamenti alla legge, permettendo a circa due milioni di persone - per lo più provenienti da ex repubbliche sovietiche - di acquisire la cittadinanza russa. L’attivista ha poi lasciato la carica nel 2012 a seguito di diffuse irregolarità nelle elezioni presidenziali. Rimane comunque attiva tutt’ora nella protezione dei diritti umani in Russia.

Svetlana Gannushkina è intervenuta molte volte in difesa di persone accusate di terrorismo, criticando la negazione dei diritti umani fondamentali a coloro che sono sospettati di tali crimini e protestando contro la fabbricazione di accuse contro giovani ceceni o cittadini uzbeki, che rischiano la deportazione in Uzbekistan.

Per la sua attività, Svetlana Gannushkina è stata accusata di sostenere criminali ed è stata oggetto di numerose minacce. Il suo nome, data di nascita e indirizzo sono stati pubblicati su un sito web che elencava un certo numero di attivisti e giornalisti russi come nemici del popolo, accompagnando la lista con un velato incitamento all'uccisione di Gannushkina e degli altri attivisti.

A seguito dell’invasione russa dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022, Svetlana Gannushkina, oggi ottantenne, è scesa in piazza per protestare contro la guerra ed è stata fermata e poi rilasciata dalla polizia.

La leader del Comitato di assistenza civica era presente anche durante l’ispezione alla sede di Memorial di Mosca e ha denunciato il sequestro dei server e hard disk del Comitato, i cui membri sono stati cacciati dalla sede che occupavano da 10 anni. 
Insieme ad altri attivisti e dissidenti, Gannushkina ha reagito creando "Il Consiglio dei difensori dei diritti umani" e sottoscritto un manifesto per proteggere la vita e i diritti di ucraini e russi. "Le autorità hanno soppresso Memorial. Noi continueremo a lavorare finché non ci sopprimeranno fisicamente".

Svetlana Gannushkina ha ricevuto nel 2016 il Right Livelihood Award ed è stata già indicata più volte come possibile candidata al Nobel per la pace.

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